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Esistono molte aree disponibili, non solo a La Loggia

Antonio Saitta

Antonio Saitta

La contrapposizione tra la Provincia e l’Ikea si fa più serrata. Prima il no dell’amministrazione alla modifica del piano regolatore del Comune di La Loggia per trasformare da agricola a commerciale la destinazione del terreno individuato per ospitare il nuovo punto vendita, poi la decisione del colosso svedese di non investire più in Piemonte. Ora la replica del presidente di Palazzo Cisterna, Antonio Saitta: ‘«Non ho un pregiudizio verso Ikea. Il gruppo vuole realizzare un intervento a Sud di Torino perché vuole saturare il mercato: nessuno può impedirglielo, se realizza il suo centro in un’area non agricola, così come fanno tutti gli operatori economici. In quella zona non c’è sicuramente carenza di aree, né di stabilimenti in disuso adatti». Saitta rincara la dose: «Se proviamo a capire i motivi dell’ostinazione con cui Ikea Italia indica nel suo ultimatum quella di La Loggia come unica localizzazione possibile per un secondo punto vendita in Piemonte ci rendiamo facilmente conto che l’area agricola prescelta con il cambio di destinazione urbanistica acquisterebbe un valore di almeno 20 milioni di euro e Ikea realizzerebbe subito una plusvalenza enorme». La querelle continua. E l’Italia dei valori, pur dichiarandosi d’accordo con il presidente Saitta, vuole intraprendere una terza via: sedersi tutti intorno a un tavolo per trovare una soluzione condivisa che preveda l’investimento in un’altra località, su un terreno non agricolo. E non perdere i posti di lavoro in arrivo.

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