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Eni ed Enel produrranno idrocarburi in Russia

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Prende il via la produzione di idrocarburi di Eni ed Enel in Siberia. Per la prima volta nella loro lunga attività i due campioni nazionali si trovano insieme. L’Enel debutta nella produzione di gas che invece è pane quotidiano per l’Eni ma non in Russia dove ha sempre importato il metano verso l’Italia. L’ingresso operativo nell’upstream russo, che suggella il passaggio dalla cooperazione commerciale a quella industriale nel settore energetico, parte dal giacimento ex-Yukos (appartenuto all’oligarca Mikail Khodorkovsky) messo all’asta e privatizzato dal governo Putin. Il passaggio all’operatività industriale è garantito dall’alleanza in Severenergia di cui Eni detiene il 29,4% e Enel il 19,6% mentre il 51% è in mani russe (Novatek e Gazpromneft, controllata da Gazprom). Alla cerimonia di avvio dell’impianto, erano presenti per l’Eni Giuseppe Recchi e Paolo Scaroni e per l’Enel Marco Arcelli, direttore della divisione upstream gas della società. «Yamal diventerà per noi più importante della Nigeria oggi», ha sottolineato Scaroni. La Borsa approva: Enel segna un balzo di +3,41%, Eni di +1,72%. Il giacimento, di proprietà di Artikgas, raggiungerà la capacità massima di 145.000 barili al giorno nel 2015, di cui 43.000 barili in quota Eni. Il Cane a sei zampe venderà a Gazprom, con la formula take or pay, i suoi 9 milioni di metri cubi di gas previsti dopo lo sviluppo di quattro giacimenti locali (con un investimento di circa 3 miliardi di dollari), ma manterrà il diritto di riacquisto e di eventuale commercializzazione sul mercato. Enel utilizzerà il gas per alimentare tre delle quattro centrali elettriche della sua società russa Ogk-5 e diventando così il primo operatore straniero verticalmente integrato.

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