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Decreto spending review, il testo diventa legge

Mario Monti

Mario Monti

Il decreto sulla spending review, le misure anti-sprechi, introduce risparmi per 4,5 miliardi quest’anno, 10,5 il prossimo e 11 nel 2014. Il testo sulla spending review, dopo aver ottenuto il via libera del Senato, è stato varato dall’assemblea di Montecitorio con 371 voti a favore, 86 contrari e 22 astensioni, dopo la 34esima fiducia arrivata in mattinata. Su 479 deputati presenti, hanno infatti votato in 457. Assenti, clamorosamente, Berlusconi e il segretario pidiellino Alfano. Il voto sul decreto che taglia la spesa pubblica è stato vissuto con tanto di brivido imprevisto: il Pdl ha manifestato il proprio disappunto nei confronti del premier Monti per la sua intervista al Wall Street Journal e ha mandato sotto il governo su un ordine del giorno per marcare la propria insoddisfazione rispetto alle ultime esternazioni del Presidente del Consiglio. Tante le novità introdotte dal decreto legge di revisione della spesa pubblica tra statali, sanità e fisco. Ma il testo potrebbe ancora essere corretto come si auspica Bersani che già parla di modifiche e novità al ddl con una revisione che potrebbe arrivare in autunno, con la legge di stabilità.

Sanità. Posti letto, cura dimagrante farmaci, più spazio ai generici Entro il 30 novembre Regioni e Asl dovranno riorganizzare la loro offerta ospedaliera: al massimo 3,7 posti letto ogni mille abitanti (anziché 4,2). Il tasso di ospedalizzazione dovrà scendere da 180 a 160 per mille abitanti. Il 40% di questi tagli dovranno arrivare dagli ospedali pubblici con «la soppressione di unità operative complesse». Chiuderanno dunque reparti là dove sarà necessario e non necessariamente nei piccoli ospedali. Il ministero della Salute ha quantificato circa 7.000 posti letto in meno nel 2013 ma l’offerta sanitaria si sposterà dai ricoveri ai day hospital e dall’assistenza diurna a quella ambulatoriale. Forti risparmi di spesa sui farmaci con l’aumento degli sconti a carico di farmacie e aziende. Attenuate le norme che imponevano il farmaco generico, il medico sceglierà se prescrivere quelli di marca in casi specifici.

Scuola. Arrivano pagelle elettroniche iscrizioni e voti online Salta il taglio di 30 milioni, che tante proteste aveva scatenato, agli enti di ricerca e università. Restano invece le novità per la scuola: dall’anno scolastico 2012-2013 le iscrizioni nelle scuole pubbliche (per l’anno successivo) potranno essere fatte solo on line. Inoltre, le pagelle saranno in formato elettronico e così pure tutte le comunicazioni a studenti e famiglie arriveranno per posta elettronica o attraverso i siti Internet delle istituzioni scolastiche. Gli stessi professori sostituiranno i registri cartacei con registri elettronici. L’articolo 14 della nuova legge prevede infine, tra i risparmi di spesa per il personale, anche nuove misure di riorganizzazione i docenti: stretta sul contingente estero, limiti al pagamento delle ferie non godute, supplenze.

Pubblico impiego. Nuove piante organiche in 24.000 a rischio esubero Potrebbe arrivare a 24.000 il conto degli esuberi nella pubblica amministrazione: 11.000 nei ministeri ed enti pubblici non economici e 13.000 negli enti locali. Il numero preciso nessuno lo sa e sarà oggetto di una verifica entro il 31 ottobre. Di sicuro le piante organiche andranno riviste con una riduzione del 20% dei dirigenti e del 10 per cento dei dipendenti. Al termine, alcune amministrazioni avranno bisogno di personale, altre dovranno liberarsene. Chi risulta in soprannumero potrà andare in pensione, se avrà raggiunto i requisiti di età e contributi previsti prima della riforma Fornero. Chi invece non vi rientra, verrà messo in «disponibilità» (l’equivalente della mobilità per i privati) con l’80% dello stipendio per 24 mesi che potranno diventare 48 se ciò accompagna il dipendente alla pensione.

Tasse. Aumenti per l’università i fuori corso pagano di più Potrebbe arrivare a 24.000 il conto degli esuberi nella pubblica amministrazione: 11.000 nei ministeri ed enti pubblici non economici e 13.000 negli enti locali. Il numero preciso nessuno lo sa e sarà oggetto di una verifica entro il 31 ottobre. Di sicuro le piante organiche andranno riviste con una riduzione del 20% dei dirigenti e del 10 per cento dei dipendenti. Al termine, alcune amministrazioni avranno bisogno di personale, altre dovranno liberarsene. Chi risulta in soprannumero potrà andare in pensione, se avrà raggiunto i requisiti di età e contributi previsti prima della riforma Fornero. Chi invece non vi rientra, verrà messo in «disponibilità» (l’equivalente della mobilità per i privati) con l’80% dello stipendio per 24 mesi che potranno diventare 48 se ciò accompagna il dipendente alla pensione.

Stangata addizionali Irpef nelle Regioni meno virtuose E’ paradossale che un provvedimento finalizzato a ridurre le spese, finisca per prevedere un incremento delle imposte. Tuttavia, le pressioni delle Regioni sottoposte a piani di rientro sanitario, cioè quelle meno virtuose, sono riuscite ad ottenere in parlamento l’anticipo al 2013 della facoltà di aumentare dallo 0,5 all’1,1% l’addizionale Irpef. Si tratta di 8 regioni: Lazio, Abruzzo, Molise Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Piemonte. Secondo calcoli elaborati dalla Confesercenti la misura costerebbe complessivamente 1,9 miliardi di prelievo in più ai cittadini delle regioni interessate, tenendo conto dell’aumento massimo dell’aliquota (0,6%). Un conto salato, tenuto conto degli altri aumenti già decisi nel corso del 2011 e del 2012 a beneficio anche dei Comuni.

Beni e servizi. Gli acquisti tramite Consip deroga per chi risparmia di più Tutte le pubbliche amministrazioni dovranno ridurre le spese per gli acquisti di beni e servizi. Risparmi per 480 milioni nel 2013, 960 nel 2014 e 1.600 dal 2015. Quest’anno tolti 5 milioni in più per le intercettazioni telefoniche nell’ambito delle inchieste giudiziarie. Gli acquisti dovranno infatti essere realizzati, là dove le categorie merceologiche lo consentono, attraverso la piattaforma elettronica della Consip. Questo obbligo riguarderà le amministrazioni pubbliche e le società incluse nell’elenco Istat a totale partecipazione pubblica, diretta o indiretta. Da qui dovranno passare le spese per energia, gas, telefonia fissa e mobile, carburanti. Potrà acquistare al di fuori della Consip soltanto chi riuscirà a dimostrare di ottenere prezzi inferiori a quelli indicati dalla piattaforma centralizzata. Resteranno in vita i contratti già sottoscritti.

Spa pubbliche. Manager, tetto a 300.000 euro giro di vite sulle auto blu La cura dimagrante colpisce anche gli stipendi dei manager pubblici. La spending review ha infatti esteso anche ai manager di società partecipate dallo Stato non quotate il tetto di 300.000 euro già previsto per i grand commis di Stato. E’ il valore dello stipendio del primo presidente di Cassazione. La stretta entrerà in vigore con la nomina dei nuovi consigli d’amministrazione e per la Rai riguarderà il prossimo Cda. La stretta alle spese riguarderà anche le auto blu: tutte le amministrazioni, compresa la Banca d’Italia, dovranno ridurre le spese del 50%. Inoltre per Sace, Fintecna, e Simest è previsto il passaggio entro fine anno alla Cassa depositi e prestiti con una riduzione del debito pubblico di 10 miliardi. I Monopoli saranno accorpati nell’Agenzia delle Dogane, l’Agenzia del Territorio confluirà in quella delle Entrate.

Enti locali. Forte stretta dei trasferimenti ecco 10 città metropolitane I minori trasferimenti dallo Stato agli enti locali (regioni, province e comuni) saranno di 2,3 miliardi nel 2012, 5,2 miliardi nel 2013 e 5,5 miliardi dal 2014. Il conto più salato, per ora, lo pagano le Regioni che perdono 1,3 miliardi quest’anno, 2,2 il prossimo e 2,5 nel 2014. I Comuni dovranno rinunciare a 500 milioni quest’anno e 2 miliardi dal 2013 ma recupereranno (solo nel 2012) 800 milioni. Una parte, pari a 300 milioni gli sarà versata dalle Regioni, gli altri 500 milioni arriveranno dal fondo per i rimborsi fiscali destinati alle aziende. Tra le altre novità, dal primo gennaio 2014 è prevista l’istituzione di 10 città metropolitane: Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria. Assumeranno le funzioni delle Province nella propria area.

Sicurezza. Ridimensionato il turn over per le forze dell’ordine E’ un capitolo controverso. Le norme sul taglio del 20% dei dirigenti e del 10% dei dipendenti non si applicano al comparto della sicurezza (Polizia, Carabinieri), Vigili del Fuoco al personale amministrativo presso gli uffici giudiziari. In compenso, la riduzione delle spese di personale riguarderà anche loro sebbene in misura ridotta. Infatti, è previsto un ricambio del turn over nella misura del 20% per il triennio 2012-2014, del 50% nel 2015 e il pieno reintegro del personale cessato dal 2016. La norma riduce i tetti precedentemente in vigore e ha provocato le proteste del corpo degli agenti di custodia penitenziaria (Osapp) che quantifica una riduzione di personale di 5.000 unità con una carenza del 35% degli organici a fine 2014. Protesta il Cocer dei Carabinieri: «L’Arma non è in condizioni di mantenre un’adeguato standard di sicurezza».

Il testo del decreto sulla spending review

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