ultime notizie:

Dall’Istat allarme crescita, frenano produzione e Pil

Enrico Giovannini

Enrico Giovannini

Una frenata: evidente anche se non brusca. A conferma, se ve ne fosse ancora bisogno, che il Paese non è ancora uscito dalla crisi e che la risalita sarà lunga e faticosa, visto anche lo scenario mondiale. La produzione industriale di giugno fa registrare un -0,6% rispetto a maggio mentre è in crescita dello 0,2% su base annua. In sei mesi l’aumento è del 2%, mentre sul primo trimestre dell’anno è dell’1,5%. Una contrazione che si riflette inevitabilmente sul dato del prodotto interno lordo che nel secondo trimestre dell’anno, cioè nel periodo aprile-giugno, cresce dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% nei confronti del secondo trimestre del 2010. A rafforzare l’idea che, purtroppo, le prospettive non sono delle migliori è anche il Centro Studi di Confindustria che stima per luglio una riduzione della produzione industriale dello 0,4% rispetto a giugno. «L’ulteriore riduzione degli ordini Pmi nel manifatturiero conferma un andamento problematico dell’attività produttiva», spiega il Csc.

L’Istat nel suo rilevamento dice che, per quanto riguarda la produzione, si registrano variazioni congiunturali positive per i beni strumentali (+0,3%) e cali per i beni d consumo (-1.1%), i beni intermedi (-0,2%) e l’energia (-0,2%). In termini tendenziali, invece, i beni strumentali fanno segnare +2,3%, gli intermedi +0,9%, i beni di consumo -2,1% e l’energia -1,5%. Rispetto ad un anno fa, precisa l’istituto di statistica, gli incrementi più marcati riguardano i settori tecnologici, come quelli della fabbricazione dei computer, dei prodotti elettronici e ellettromedicali (+6,7%), delle macchine (+5,4%), della fabbricazione di prodotti in metallo esclusi macchine e impianti (+3,7%). I cali, invece, sono individuati nella fabbricazione di prodotti chimici (-7,7%), petroliferi (-7,4%) apparecchiature elettriche e per uso domestico non elettriche (-4,7%). Meno mercato il calo nell’industria alimentare: solo un -0,1%.

La crescita del Pil 2011, se la variazione congiunturale nei prossimi mesi fosse uguale a zero, è prevista allo 0,7% mentre nel Def il governo aveva previsto un aumento dell’1,1%. Secondo l’Istat il dato del secondo trimestre è la sintesi di un calo del valore aggiunto dell’agricoltura che invece era cresciuta nei due trimestri precedenti. Coldiretti individua nel crollo del mercato di frutta e verdura la causa principale del minor apporto del settore alla crescita del Paese. In aumento, invece, il valore aggiunto dell’industria e dei servizi. Non vanno meglio i fondamentali di crescita degli Stati Uniti (+0,3%), del Regno Unito (+0,2%), della Spagna (+0,2%). «I dati sono positivi – a giudizio del presidente dell’Istat, Enrico Giovannini – il problema è che si tratta di un lento processo di ritorno ai livelli pre-crisi. Anche il Pil sta procedendo, ma è lento. Certo le incertezze di questi giorni non aiutano».

Parla di «economia drammaticamente ferma», Confcommercio. «Se si confermasse la crescita dello 0,7% – dice l’ufficio studi – significherebbe che almeno la metà di tale crescita è semplicemente dovuta all’eredità positiva del 2010, quantificabile in poco meno di quattro decimi di punto». «Il pil al rallentatore – secondo la Confesercenti – segnala che alla turbolenza sui mercati si affianca un’economia reale in difficoltà. In entrambi i casi è fortemente dannoso il clima di incertezza e la mancanza di decisioni coraggiose e rapide. Le forti pressioni espresse con determinazione dalle parti sociali a fare presto trovano dunque una conferma nella sostanziale stagnazione dell’economia italiana. Ora si devono dare segnali sul pareggio di bilancio, sull’allentamento della morsa del fisco che assedia famiglie ed imprese famiglie, sulle opere pubbliche da concludere senza indugi». di Luciano Costantini

Lascia un commento alla notizia


the fappening is a new blog-style release of the latest Fappening content. LEaked Celebrity photos kate upton nude kate upton nudeviagra vs cialis