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Crisi in Grecia, ok dalla troika agli aiuti

José Manuel Barroso

José Manuel Barroso

La Troika composta da Unione europea e Fondo Monetario Internazionale ieri ha prudentemente aperto la strada alla concessione di 8 miliardi di euro di aiuti alla Grecia per evitare la bancarotta in novembre. Ma il rapporto che sarà inviato all’Eurogruppo e al board del Fmi contiene una serie di avvertimenti che potrebbero mettere in discussione il via libera definitivo. «Il comunicato mostra luci e ombre. Analizzeremo il rapporto e poi decideremo sulla sesta tranche» del salvataggio greco, ha spiegato un portavoce del ministero delle Finanze tedesco. Secondo la Troika, la recessione in Grecia «sarà molto più pesante» del previsto. Ma gli obiettivi di taglio del deficit per il 2011 sono «fuori portata» soprattutto «per i ritardi nell’attuazione di alcune delle misure concordate». Inoltre, per il 2013-2014 saranno necessarie «nuove misure». Il ministro delle Finanze greco, Evangelos Venizelos, ha detto che i prossimi tagli a stipendi e pensioni devono essere approvate dal Parlamento prima del Consiglio europeo del 23 ottobre. «Entro i prossimi 15 giorni, le cose che non sono state fatte per anni dovranno essere varate», ha spiegato Venizelos. Negli ultimi giorni si erano accentuate le pressioni politiche sui tecnici di Ue e Fmi per accelerare la pubblicazione del rapporto e abbellirne il contenuto. Il caso Dexia ha evidenziato le conseguenze per le banche europee dell’incertezza sulla Grecia e sul Fondo europeo di stabilità finanziaria. Lunedì il gruppo austriaco Erste ha lanciato un profit warning per una perdita inaspettata netta di circa 1 miliardo di euro nel 2011. Ieri Standard & Poor’s ha declassato il rating di dieci banche spagnole.

Il presidente della Commissione, José Manuel Barroso, ha annunciato che oggi presenterà «proposte sulla ricapitalizzare delle banche europee», ha spiegato Barroso. Secondo le indiscrezioni raccolte dal Messaggero, Barroso potrebbe fare un annuncio davanti all’Europarlamento nel primo pomeriggio. Le proposte servirebbero a «coordinare la ricapitalizzazione (nazionale) delle banche ed evitare che si vada in ordine sparso, con problemi di aiuti di Stato», spiega una fonte della Commissione. Sul contenuto stanno lavorando i commissari Olli Rehn (Affari economici), Michel Barnier (Mercati finanziari) e Joaquin Almunia (Concorrenza).

Per Andrea Enria, presidente dell’Autorità bancaria europea, il piano sulla ricapitalizzazione delle banche che i leader sono chiamati a approvare il 23 ottobre sarà «un coordinamento europeo di azioni a livello nazionale». L’Eba sta raccogliendo i dati aggiornati sulla situazione patrimoniale delle banche per valutare l’esposizione ai debiti della zona euro. Secondo anticipazioni Reuters, l’Eba intende imporre un Core Tier 1 al 7 per cento, contro il 5 per cento degli ultimi stress test di luglio. Sulla base di questo dato, quarantotto banche europee sarebbero chiamate rafforzare il loro patrimonio, per una ricapitalizzazione complessiva da circa 100 miliardi. Altre fonti evocano un Core Tier 1 del 9 per cento e più di 200 miliardi, che Barroso sarebbe pronto a sostenere. Ma la Germania sembra contraria e una decisione potrebbe arrivare solo all’Ecofin del 21 ottobre.
Intanto la banca Hsbc ha già condotto i suoi stress test, ipotizzando le perdite derivanti dal debito sovrano e adottando i parametri di Basilea 3 (Core Tier 1 al 10 per cento). Risultato: le banche europee potrebbero aver bisogno da un minimo di 98 a un massimo di 192 miliardi e «le banche italiane e le spagnole sarebbero le più colpite».

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