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Così Parigi tasserà le transazioni finanziarie

Nicolas Sarkozy

Nicolas Sarkozy

Tassazione a carico dell’acquirente, non del venditore, limitazione alle aziende con sede in Francia, focus su azioni, credit default swap «nudi» e trading ad alta frequenza. Sono gli elementi principali della proposta di legge sulla tassa sulle transazioni finanziarie del governo francese, anticipata da alcune testate transalpine ma orma i pronta al decollo. Il progetto, illustrato in una bozza che sarà presentata proprio al consiglio dei ministri di mercoledì, prevede l’applicazione, a partire dal primo agosto, di una tassa dello 0,1 per cento sull’acquisto di azioni «emesse da un’azienda la cui sede sociale è in Francia, e la cui capitalizzazione di Borsa supera 1 miliardo di euro al primo gennaio». La bozza prevede inoltre altre due tassazioni. La prima riguarda i credit default swap (le polizze di assicurazione contro il fallimento di Stati o aziende) «nudi», ovvero scambiati solo a fini speculativi, e sarà dello 0,01 per cento del valore della transazione. La seconda colpisce invece il «trading ad alta frequenza», e in particolare la pratica di emettere ordini e poi annullarli per manipolare il valore dei titoli verso il basso: in questo caso, la tassa colpirà sia gli ordini portati a termine (0,01 per cento) che gli annullamenti (0,01 per cento). Secondo le stime eleborate dai tecni del governo francese, queste nuove imposte dovrebbero fruttare circa 1,1 miliardo di euro all’anno, che sarà destinato alla riduzione del deficit sovrano.



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