|

Confindustria, reintegro solo per discriminazioni

Confindustria

Confindustria

L’articolo 18 resta solo per licenziamenti discriminatori e quelli nulli. In tutti gli altri casi l’azienda può licenziare corrispondendo al lavoratore una cospicua indennità, senza il timore che un magistrato, magari dopo svariati anni di causa, possa stabilire il reintegro sul posto di lavoro. E’ questa la proposta di Confindustria. Spiega la Marcegaglia: «Stiamo cercando di dire una cosa molto chiara: sui licenziamenti discriminatori l’articolo 18 deve assolutamente rimanere. È un fatto di civiltà». Per licenziamento discriminatorio il nostro ordinamento giuridico intende quello dovuto a idee politiche o religiose del lavoratore, alla razza, al sesso, alla lingua. Ci sono poi i casi di nullità, come quelli relativi al licenziamento di una donna perché incinta (norma spesso aggirata con il fenomeno delle ”dimissioni in bianco”).



confindustria