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Calo domanda elettrica abbatte i conti Enel

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La riduzione della domanda elettrica in Italia e Spagna appesantisce i conti dei primi tre mesi dell’anno dell’Enel che però, grazie al buon andamento di America Latina, Russia e Europa dell’Est riesce sostanzialmente a tenere il passo ed a confermare gli obiettivi di fine anno indicati nel piano industriale. Tra gennaio e marzo il risultato netto del gruppo, approvato dal consiglio presieduto da Paolo Andrea Colombo è sceso a 1,18 miliardi di euro, con un calo contenuto dell’1,4% rispetto allo stesso periodo del 2011, ma comunque superiore alle attese degli analisti: la plusvalenza derivante dall’uscita dal capitale di Terna con la cessione della quota del 5,1% completata a inizio febbraio e inclusa nei proventi finanziari del periodo per 185 milioni di euro, insieme al regime fiscale di sostanziale esenzione a cui è soggetta, ha infatti parzialmente compensato l’effetto della Robin Hood Tax (quantificabile nel trimestre in 80-90 milioni di euro).

L’utile netto ordinario è invece arrivato a 1 miliardo, con un più consistente calo del 15,1% imputabile proprio al calcolo del risultato al netto della plusvalenza di Terna che gode di una fiscalità agevolata. L’Ebitda è sua volta sceso a 4,3 miliardi (-2,2%).. Sono invece cresciuti i ricavi (+8,5%), saliti a 21,2 miliardi, così come è salito l’indebitamento a 45,6 miliardi (+2,2%). I dati operativi rendono esplicite le motivazioni dei numeri finanziari: le vendite di elettricità nei primi tre mesi del 2012 si sono attestate a 82,5 TWh, con un incremento del 3,1%, interamente riferibile alle vendite all’estero. In Italia la domanda è infatti scesa nel trimestre dell’1,9%, mentre in Spagna il calo è stato dell’1%.

Le vendite di gas alla clientela finale sono ammontate a 3,4 miliardi di metri cubi, in aumento di 0,1 miliardi di metri cubi rispetto al primo trimestre 2011, per effetto principalmente dei maggiori consumi registrati anche in questo caso nei mercati esteri. La produzione netta complessiva è stata pari a 78 TWh (+6,1%), trascinata dal +8,4% registrato all’estero, soprattutto in America Latina e in Russia. Di fronte dunque al trend negativo dell’economia proseguito per tutti i primi tre mesi dell’anno e alla contrazione dei consumi nei mercati tradizionali di Italia e Spagna, in parte compensato proprio da America Latina, Russia ed Est Europa, i risultati del primo trimestre del gruppo, sono stati, secondo l’amministratore delegato, Fulvio Conti, «più favorevoli rispetto alle previsioni e sostanzialmente in linea con quelli dello scorso anno». Possono dunque essere confermati «tutti gli obiettivi 2012» (16,5 miliardi di Ebitda, 3,4 miliardi di utile ordinario, 43 miliardi di debito), malgrado «gli effetti negativi dei provvedimenti regolatori in Spagna».

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