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Bollette elettriche, in arrivo l’aumento del 4%

Bolletta elettrica

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Il 30 aprile si avvicina e il nuovo aumento del 4% circa delle bollette elettriche è ormai in dirittura d’arrivo. Questione di pochi giorni, forse di ore, l’Autorità per l’energia darà il via all’incremento annunciato un mese fa. Dopo il +5,8% deciso a fine marzo, per effetto dell’aumento dei combustibili necessari a produrre l’elettricità (e quindi, soprattutto il gas che a sua volta è agganciato al petrolio cresciuto oltre l’8% nel primo trimestre e in lieve flessione a 118 dollari un giorno fa), arriva ora l’effetto-incentivi. Il nuovo rincaro è infatti dovuto al costo dei bonus per la produzione di energia da fonti rinnovabili e assimilate, incorporati nella componente A3 della bolletta. Ma di rivoluzione in rivoluzione, un’altra è allo studio: l’Autorità infatti sta valutando una modifica delle fasce biorarie in base alle quali, attualmente, si paga più cara l’elettricità di giorno e meno di notte. Infatti, è grazie alle rinnovabili e soprattutto al boom del fovoltaico con i suoi 12.500 megawatt installati nel 2011, che stanno cambiando i prezzi all’ingrosso dell’energia elettrica. Scendono di giorno grazie all’energia verde che concentra la produzione (e quindi la vendita) nelle ore centrali della giornata; e aumentano nella prima serata quando gli impianti termoelettrici tornano in produzione e cercano di recuperare i costi. Gli sbalzi sono stati notevoli e a marzo si è assistito a fenomeni mai visti prima con il costo del megawattora passato da 70 a 170 euro, tra le 8 e le 9 di sera. Questi cambiamenti si accelereranno ora, con la stagione estiva, e la produzione fotovoltaica ai massimi. E rischiano di avere un forte impatto soprattutto sulle bollette del quarto trimestre, con un nuovo ko delle famiglie.

Ecco perché l’Authority vuole fare presto e dovrebbe varare entro fine maggio un nuovo sistema. «I prezzi dell’energia elettrica nelle due fasce biorarie si stanno avvicinando da sei mesi, non c’è ancora stata l’inversione ma occorre rivedere la vecchia tariffa bioraria. Stiamo lavorando ad uno schema innovativo e flessibile a sufficienza e che sia più coerente con il nuovo tipo di mercato», ha detto il presidente dell’Auhtority Guido Bortoni nei giorni scorsi ai senatori della commissione Industria. La procedura cambierà le abitudini di 30 milioni di famiglie e piccole imprese, quindi la soluzione va studiata con attenzione e sarà poi sottoposta a consultazione. Comunque, è bene correre ai ripari visto che il differenziale giorno-notte è passato dal 28,5% del terzo trimestre 2010 al 10,7% del 1° trimestre 2012 e si trova ora al 17,4%. Ma la distanza rischia di accorciarsi ulteriormente nei prossimi mesi.

In sostanza, si potrebbe dire che paghiamo cari gli incentivi (10,4 miliardi nel 2012 secondo le ultime stime dell’Autorità) e beneficiamo però dell’effetto positivo di taglio dei costi dovuto all’energia verde. Ma il sistema non è attrezzato, ancora, per fronteggiare questa rivoluzione. E così l’Autorità ha verificato una «sottostima sistematica» della produzione da fonti rinnovabili che ha comportato un aumento nei costi che Terna deve affrontare per tenere il sistema elettrico in equilibrio. Il risultato è che, in questa fase, non si riesce a sfruttare ancora al meglio l’impatto positivo delle rinnovabili e si finisce per pagare un extra-costo per tenere pronti in riserva gli impianti termoelettrici. Quanto ci costa? Alcune stime, riportate dal sito QualEnergia.it indicano una cifra da 300 a 600 milioni l’anno. E anche di questo risentono le bollette. © B.C.

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