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Bene l’asta Bot, rendimenti in deciso calo

Spread Btp-Bund

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Le Borse europee si lasciano alle spalle una settimana per i timori sulla tenuta delle banche spagnole, l’incognita Grecia e l’annuncio shock di JPMorgan di aver perso 2 miliardi di dollari sul trading dei derivati in sole sei settimane. In Italia fa il pieno l’asta dei Bot a 3 e 12 mesi con tassi in calo, ma lo spread Btp a 10 anni resta sui 400 punti base. Il Tesoro ha venduto tutti i sette miliardi di euro di Bot a 12 mesi e tutti i tre miliardi di titoli trimestrali, spuntando tassi in calo a fronte di una domanda molto più alta rispetto all’offerta. Sulla scadenza ad un anno il rendimento è sceso al 2,34% dal 2,84% del mese scorso, mentre su quella a tre mesi il tasso è precipitato allo 0,865% dall’1,249% di aprile. Per il Tesoro, dunque, ancora un’asta positiva. Le tensioni sui mercati finanziari internazionali legate alla crisi greca, dicono gli operatori, non hanno inciso sul mercato primario italiano tanto che la domanda ha raggiunto il livello più alto del 2012 in rapporto all’offerta: quasi 20 miliardi a fronte dei 10 miliardi offerti e interamente collocati dal ministero dell’Economia. Un segnale positivo arriva anche dal calo dei rendimenti che sono tornati a scendere dopo l’impennata di aprile.

Il boom della domanda si è concentrato di più sulla scadenza trimestrale (che ha totalizzato richieste per oltre 7 miliardi a fronte dei 3 offerti) che su quella annuale, che si è invece mantenuta in linea con gli ultimi mesi. Anche qualche banca estera è tornata ad affacciarsi sul segmento italiano a breve termine, non solo perché l’Italia sembra essere a riparo dalle tensioni più forti che in queste settimane attanagliano Grecia e Spagna, ma anche in ragione dei prezzi dei Bot italiani. «I titoli italiani a breve termine – si fa notare – offrono rendimenti decisamente più interessanti rispetto ai titoli di pari durata di Francia e Germania, che hanno tassi prossimi allo zero. Il Bot trimestrale, inoltre, viaggia su livelli più economici rispetto ad altri titoli di Paesi periferici, come il Letras spagnolo». Che l’asta di ieri fosse incanalata verso un esito positivo è stato evidente sin dalla mattinata quando si sono visti molti flussi di acquisto sulla parte breve della curva italiana. Gli ordini, poi, sono continuati anche dopo l’asta.

Anche lo spread ha reagito bene al risultato dell’asta, tornando a scendere sotto il livello dei 400 punti base. Il risultato dell’asta di ieri fa quindi ben sperare in vista del collocamento decisamente più impegnativo in agenda per lunedì prossimo, quando il Tesoro sarà chiamato ad emettere Btp a 3, 10 e 15 anni per un importo compreso tra 3,5 a 4,25 miliardi di euro.

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