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Bancarotta assistita per MF Global, l’ottava banca

Jon Corzine

Jon Corzine

Ci siamo. Ecco la prima vittima americana di alto-profilo a cadere sulla crisi del debito dell’Europa. Si chiama MF Global. Ed ha presentato la richiesta per la bancarotta assistita, mettendo fine in modo «umiliante», riporta la stampa americana, ai piani del suo amministrazione delegato Jon Corzine, ex governatore del New Jersey ed ex amministratore delegato di Goldman Sachs, che puntava a far crescere la società da broker di future a banca di investimento. MF Global è esposta per 6,3 miliardi di dollari al debito pubblico europeo, di cui la metà verso l’Italia e almeno 1 miliardo di dollari verso la Spagna. Vediamo come sono andate le cose. Corzine si è assunto la responsabilità di un’esposizione di 6,3 miliardi di dollari verso l’Europa, di cui la metà verso l’Italia e almeno 1 miliardo di dollari verso la Spagna. Un’esposizione che le agenzie di rating hanno valutato aggressiva e non coperta da capitale sufficiente, oltre a mostrare una mancanza di gestione del rischio, e che le ha spinte a ridurre la loro valutazione a «junk» vale a dire, «spazzatura», dando vita alla spirale negativa che è sfociata nella bancarotta.

La decisione di far ricorso al Chapter 11 arriva al termine di un fine settimana di negoziazioni che sembravano essere orientate verso una soluzione meno turbolenta: MF Global stava trattando la sua vendita a Interactive Brokers Group ma le trattative sarebbero poi naufragate alle prime ore del mattino. Il piano allo studio con Interactive Brokers Group prevedeva – secondo indiscrezioni – la bancarotta di MF Global e la successiva acquisizione della società Questa ipotesi – secondo indiscrezioni – non è ora più sul tavolo nè per Interactive Brokers nè per papabili altri acquirenti. MF Global, nei documenti depositati in tribunale, denuncia 41 miliardi di dollari di asset e passività per 39,68 miliardi di dollari: Mf Global entra nella top-10 delle 10 maggiori bancarotte americane, piazzandosi all’ottavo posto.

JPMorgan e Deutsche Bank sono i due maggiori creditori non garantiti, con un ammontare di 1,5 miliardi di dollari di cui 1,2 miliardi di dollari in capo a JPMorgan. J.C. Flowers , il fondo di private equity, rischi di essere uno dei potenziali perdenti nella bancarotta: il fondo ha il 10% di titoli privilegiati di classe A in Mf Global e nei giorni scorsi ha studiato la possibilità di acquistare la società. Gli studi legali Skadden, Arps, Slate, Meagher & Flom rappresentano MF Global nel processo di bancarotta. Nella lista delle più grandi società che hanno fatto ricorso al «Chapter 11» negli ultimi trentuno anni ci sono: la Lehman, Washington Mutual, CIT Group, Thornburg Mortgage e appunto Mf Global, la Gm e Chrysler, delle telecomunicazioni la WorldCom, l’assicurativo Conseco ed energetico Enron e Pacific Gas and Electric. Uno sguardo agli importi: la Lehman Brothers, 15 settembre 2008: 691 miliardi di dollari 2. La Washington Mutual, 26 settembre 2008: 327,9 miliardi 3. La WorldCom, 21 luglio 2002: 103,9 miliardi 4. La General Motors, 1 giugno 2008: 91 miliardi 5. La Cit, 1 novembre 2009: 71 miliardi 6. Infine la Enron, 2 dicembre 2001: 65,6 miliardi 7.

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