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Asta Bot, rendimenti in calo, sale spread in Spagna

Luis de Guindos

Luis de Guindos

Un altro pieno per l’Italia nell’asta di ieri dei Bot a sei mesi, con il pagamento su questa scadenza dei tassi più bassi da settembre 2010. Tuttavia le Borse del Vecchio Continente chiudono in rosso, affossate dai timori sullo stato di salute della Spagna e da una serie di dati macroeconomici deludenti su entrambe le sponde dell’Atlantico. Il Tesoro ha venduto tutti gli 8,5 miliardi di titoli, con rendimenti in calo all’1,119% dall’1,202% dell’analogo collocamento di febbraio. Buona anche la domanda, pari a 1,51 volte l’offerta e in rialzo da 1,36 registrato il mese scorso. E domani si replica con un’asta di Btp a cinque e dieci anni per complessivi 8,25 miliardi di euro, che farà calare il sipario su una tre giorni di test partita ieri con un collocamento di Ctz e Btpei. Ma il buon risultato del collocamento non è stato sufficiente a spingere al ribasso lo spread btp-bund nè a sostenere le Borse europee in territorio positivo. La forbice Roma-Berlino si è allargata a 327 punti base dai 323 di ieri, mentre le principali piazze del Vecchio Continente hanno archiviato la seduta con perdite superiori all’1%. Solo Milano ha retto, cedendo in chiusura lo 0,28%. A pesare sono soprattutto le crescenti preoccupazioni sulla tenuta dei conti spagnoli. E infatti lo spread tra i titoli decennali iberici e tedeschi è salito oggi a 350 punti, col rendimento dei bonos al 5,33%, mentre la Borsa di Madrid ha lasciato sul campo circa il 2%. Il ministro delle Finanze spagnolo, Luis de Guindos, si è affrettato a dichiarare che la Spagna «non ha alcuna intenzione» di chiedere alla Ue o al Fondo monetario internazionale aiuti per sostenere il settore bancario del Paese.

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