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Agenzie di rating, Consob congela S&P e Moody’s

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Consob mette in mora Standard & Poor’s e Moody’s, rinviandone la registrazione a livello europeo, e invita le due agenzie ad adeguare le proprie procedure, al momento «non idonee» alla nuova patente Ue. Sulle due società cade dunque una nuova tegola, dopo l’inchiesta avviata nei mesi scorsi dalla Procura di Trani con varie ipotesi di reato legate, nel caso di Moody’s, alle modalità con cui ha annunciato in maggio il taglio dell’outlook di 16 banche italiane e, nel caso di S&P, ai giudizi sulla manovra finanziaria. Agenzie di rating di nuovo nel mirino, quindi. E, a fare scalpore sono le dichiarazioni dell’ex vicepresidente di Moody’s, William J. Harrington, secondo cui le agenzie sono in oggettivo conflitto di interesse, responsabili di marketing che aggiustano i giudizi degli analisti per «far felice il cliente» ed evitare che si rivolgano alla concorrenza. Un commento rilasciato nel giorno del cambio al vertice a Standard & Poor’s, l’agenzia di rating che ha osato togliere per la prima volta nella storia la tripla A agli Stati Uniti. Il presidente Deven Sharma da settembre lascerà il posto all’attuale numero uno di Citibank, Douglas Peterson. Intanto, Goldman Sachs ha assunto Reind Weingarten, un giurista di fama, in sua difesa: un segnale, secondo i mercati che hanno subito penalizzato il titolo in Borsa, che Goldman Sachs si prepara a «una dura battaglia giudiziaria».

L’avvicendamento a Standard non sembra casuale, viste le accuse piovute addosso a S&P, ma anche alla gemella Moody’s, finita nel mirino per decisioni non sempre considerate trasparenti: tuttavia, a ben vedere, a togliere lo scettro a Sharma potrebbero essere state non tanto le pressioni politiche o le indagini del Dipartimento di giustizia, ma le dinamiche tra gli azionisti di McGraw-Hill, il gruppo editoriale che controlla l’agenzia. «S&P – ha assicurato McGraw-Hill – continuerà a definire rating che siano comparabili, lungimiranti e trasparenti». Ma è stata proprio una decisione su un rating a far precipitare l’agenzia nell’occhio del ciclone.

Tagliare il giudizio sugli Stati Uniti da AAA ad AA+, portandolo così allo stesso livello di un Paese come il Belgio, che non ha un governo da oltre un anno, è sembrato uno schiaffo all’amministrazione Obama, che ha protestato con veemenza. Non è detto, tuttavia, che l’addio di Sharma e l’arrivo di Peterson siano legati al taglio del rating degli Usa o alle indagini in corso. Infatti, Peterson era stato contattato da McGraw-Hill già lo scorso marzo e anche per il Financial Times, che per primo ha anticipato la notizia, non ci sarebbero collegamenti con l’attualità più stretta. Dietro le quinte, infatti, si consuma lo scontro tra gli azionisti di McGraw-Hill, che dal 5 agosto ha perso in Borsa l’11%, quasi il doppio rispetto al listino generale. Jana Partners e il fondo pensione degli insegnanti dell’Ontario, che insieme controllano il 5,2% del capitale, lamentano una performance «ben al di sotto del potenziale» e hanno presentato un piano per dividere il gruppo in quattro.

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