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Antonello Piroso verso la Rai, non è l’anti-Santoro

Antonello Piroso

Antonello Piroso

«Piroso non è l’anti Santoro, non si possono fare paragoni: però è credibile, si sa muovere molto bene in televisione. Ormai nell’area informazione sono rimasti 3-4 grandi nomi». Franco Argenziano, capostruttura Rai delegato all’informazione, che si sta occupando del nuovo programma che da marzo dovrà prendere il posto di Annozero, parla della trattativa tra Rai e La7. Il conduttore di Ma anche no e (Ah)iPiroso, ex direttore del TgLa7 è stato individuato «perché – spiega Argenziano – è una persona colta e preparata. Ho visto alcune cassette di suoi programmi: ci sono spesso ospiti politici e poi le sue trasmissioni hanno contaminazioni con lo spettacolo». Ipotesi alternative sembrano non esistere: «A parte Piroso non ne vedo, certo è che siamo in ritardo e che non rifaremo un programma uguale ad Annozero. Io ho lavorato con Santoro, di Santoro ce n’è solo uno». Per Piroso si tratta dell’occasione della vita: da quando è arrivato Mentana a La7 (luglio 2010), per lui gli spazi si sono ristretti. Oggi si palesa in terza serata o la domenica a pranzo. Mentre su Rai2 avrebbe un prime time. Mica poco. La questione è questa: dietro al passaggio di Piroso da La7 alla Rai ci sarebbe la mano di Lucio Presta, il manager dei vip che in passato ha gestito trattative molto più complesse (tipo Bonolis da Mediaset alla Rai) e che anche quest’anno firmerà il Sanremo di Morandi e Mazzi. A Presta il compito di limare i dettagli: a gennaio infatti, mancheranno 6 mesi alla scadenza del contratto di Piroso con La7 e a quel punto si potrà ragionare a cifre più moderate, in linea con il nuovo diktat del dg Lorenza Lei: risparmiare.

Ieri l’universo Piroso è stato in fibrillazione: la squadra che lavora con lui è entrata in contatto per capire se sarà fatta fuori o se sarà tirata dentro al nuovo progetto. Certo è che un qualsiasi personaggio, politico, televisivo o sportivo che sia, quando si muove si porta dietro lo staff di fiducia. Però a Viale Mazzini il team di Mi manda Rai3, rimasto senza lavoro dopo la chiusura per flop del programma, ha ricevuto la promessa di lavorare in una nuova trasmissione d’informazione. Allo stesso tempo ieri in Rai c’è chi non ha digerito affatto la notizia. Come Gianluigi Paragone, conduttore de L’ultima parola, che aspetta un prime time da mesi. Corso dal direttore di Rai2 Pasquale D’Alessandro per chiedere lumi, si è sentito rispondere: il futuro si chiama Piroso. L’ultima parola non spetta certo a Paragone.

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