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Valanga a Cortina, scontro in pista Bormio, 3 morti

Pista Stelvio di Bormio

Pista Stelvio di Bormio

Giornata tragica quella di ieri sulle piste da sci. Tre morti e un ferito è il bilancio di due distinti episodi, un incidente tra due sciatori in Valtellina e una valanga staccatasi dalle Creste bianche, sopra Cortina. L’incidente mortale è’ avvenuto sulla pista Stelvio di Bormio: uno sciatore di 44 anni Marco Ronchi, è morto in uno scontro con un altro turista in Valtellina. L’altro sciatore, un tedesco di 50 anni, si è rotto un femore ed è stato portato in ospedale in stato di choc. Lo scontro è avvenuto attorno a mezzogiorno su una delle piste più impegnative dell’intera ski-area, teatro spesso delle gare mondiali e internazionali di sci. Ronchi è arrivato a forte velocità nella parte finale della pista principale e non si è accorto che da un lato – sulla pista laterale che si immette sulla Stelvio uscendo da un bosco – stava sopraggiungendo lo sciatore tedesco. L’impatto è stato violentissimo. Ronchi è deceduto in seguito al violento impatto sulla neve dopo la collisione. Ronchi era uno sciatore esperto e oggi avrebbe dovuto partecipare alla gara amatoriale «Peak to Creek», che si tiene ogni anno appunto sulla pista Stelvio. Aveva probabilmente deciso di arrivare in anticipo per potersi allenare. I tentativi da parte dei soccorritori di rianimare il turista brianzolo sono risultati vani.

Ma l’episodio più grave è stato sul gruppo del Cristallo, a Cortina d’Ampezzo, dove una valanga con un fronte di oltre 250 metri ha sepolto e ucciso due scialpinisti altoatesini di Anterselva. Si è salvato il figlio 22enne di uno di loro, estratto vivo dagli uomini del Soccorso Alpino e della Guardia di Finanza di Cortina. Le vittime sono Martin Messner, 54 anni, e Bernhard Messner, 41. I tre, con le pelli, erano saliti dal versante nord del Cristallo e doveva scendere da Forcella Verde, a 2.300 metri di altitudine. Appena entrati nel canale si è staccata la slavina che ha trascinato a valle il padre e l’amico, mentre il figlio, coinvolto marginalmente, è rimasto bloccato nella neve con le gambe. Sotto di loro stava salendo un gruppo di nove scialpinisti norvegesi, con una guida alpina. Hanno sentito il frastuono della valanga, ma ne sono solo stati sfiorati. Hanno dato subito l’allarme al 118, mentre la guida è salita fino a raggiungere il ragazzo superstite, cominciando a cercare gli altri due. In breve sulla Forcella piena di neve sono arrivate numerose squadre del Soccorso alpino, di Cortina e Dobbiaco, assieme agli agenti della Guardia di Finanza e agli elicotteri, che hanno trasportato in quota anche i cani da valanga. Gli animali hanno presto individuato la zona dove erano i due corpi. Per loro ogni tentativo di rianimazione è stato vano. Erano scialpinisti esperti, ma chi ieri usciva sui fuoripista delle Dolomiti non poteva evitare un rischio valanghe stimato dai bollettini nel grado 3 (marcato) su una scala massima fino a 5.

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