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Terremoto Emilia-Romagna, assicurare case

Terremoto Emilia-Romagna

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«La ricostruzione sta procedendo e forse non la si percepisce fino in fondo nella sua interezza». Così la presidente dell’Assemblea legislativa, Palma Costi, in un messaggio in occasione del primo anniversario del sisma che ha devastato mezza Emilia. «Non dimentichiamoci – sottolinea – che le scuole sono state ricostruite in larga parte, che sono quasi scomparse le zone rosse nei centri storici, che molte imprese hanno già ripreso la produzione nei capannoni ristrutturati. Oggi norme e risorse in Italia non sono «congrui» a gestire grandi emergenze come il terremoto dell’Emilia, e quel che serve è soprattutto un cambio di approccio al problema: meglio prevenire che curare. Questa la filosofia di Franco Gabrielli, capo della Protezione civile nazionale, ribadita anche nell’anniversario del sisma 2012. Più dell’aumento dei fondi, serve una ristrutturazione della spesa. «Mediamente, anno più anno meno – spiega – oggi le calamità comportano 3 miliardi di euro l’anno di interventi dello Stato, e gran parte sono risarcimenti danni, per circa l’80%». E qui si apre uno dei capitoli normativi. Per Gabrielli devono diventare «obbligatorie le assicurazioni per gli edifici privati, le imprese e per tutto ciò che non è pubblico», anche prevedendo «incentivi pubblici o forme di defiscalizzazione». Se obbligatorio, l’assicurarsi costerebbe circa 100 euro l’anno a famiglia. In questo modo, si possono liberare ogni anno molti fondi dal risarcimento danni che per Gabrielli vanno invece «destinati a un Piano nazionale di messa in sicurezza del territorio. Messa in sicurezza da frane, alluvioni e anche terremoti: i terremoti non fanno vittime, le vittime le fanno le costruzioni», quando crollano, se non sono antisismiche.

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