ultime notizie:

Tav Torino-Lione, tratta e costi dell’alta velocità

Progetto di ferrovia Torino-Lione

Progetto di ferrovia Torino-Lione

Un fazzoletto di terra recintato al cui interno c’è una baracca e un paio di camion. Tutt’intorno militari dell’Esercito, poliziotti e carabinieri. Siamo a La Maddalena, comune di Chiomonte, provincia di Torino e quello che vediamo è con ogni verosimiglianza un cantiere. Anzi è il cantiere. La parte italiana della linea ad Alta Velocità Torino-Lione è per ora tutta qui. Non buchi, né scavi, né ruspe né talpe né operai al lavoro. C’è solo molta polizia. E manifestanti. La Tav in Val di Susa, al momento, è solo questo. In Francia no, non è così. Oltralpe si è già scavato per 9 chilometri e sono già stati chiusi tre cantieri. L’opera da fare è la costruzione di un tunnel lungo 54 chilometri di cui solo 7 in territorio italiano. Ma sono i 7 chilometri più lunghi e tormentati del mondo.

I tempi. I Governi di Italia e Francia convennero di dare vita a una linea ferroviaria ad alta velocità tra Lione e Torino nel 1991, ventuno anni fa. Sarebbe stato un segmento del più grande progetto di ferrovia che dal Sud della Spagna dovrebbe portare fino a Budapest (oltre 5.000 chilometri di strada ferrata). La lunghezza totale della linea Torino-Lione è di 270 chilometri, di cui solo 81 sono nel territorio italiano. Il progetto definitivo della linea dovrebbe essere presentato a Bruxelles l’anno prossimo.

I Comuni. La linea Torino-Lione attraversa il territorio di 112 Comuni, 87 in Francia e 25 in Italia, per un totale di oltre due milioni e mezzo di abitanti. Un centinaio di sindaci ha già detto di sì ai lavori, una minoranza invece dice di no e resiste strenuamente. Secondo Mario Virano, il presidente dell’Osservatorio sull’Alta velocità, gli argomenti addotti da questi ultimi sarebbero irrazionali: «Si tratta di una minoranza rumorosa e aggressiva», ha detto. E soprattutto ha aggiunto: «I Comuni più attivi nella protesta radicale non sono neanche interessati dai lavori». Come dire che c’è il sospetto che siano mossi da altri interessi che non quelli legati all’opera.

I no Tav. Ma quali sono le ragioni dei no Tav, quelle sbandierate dagli Enti locali contrari alla ferrovia così come quelle dei tanti manifestanti, dai semplici cittadini ai ragazzi dei movimenti? Sono soprattutto di ordine ambientale. Dicono i no Tav che gli scavi necessari alla realizzazione del progetto andrebbero ad intaccare le risorse idriche della Val di Susa e che produrrebbero qualcosa come 15 milioni di metri cubi di detriti con presenza di amianto e uranio (presenti nel massiccio dell’Ambin e nel monte Musinè). Inoltre i contestatari sostengono che la spesa per l’opera è eccessiva e inutile, dal momento che esiste già una linea ferroviaria che, se fosse utilizzata a pieno, sarebbe in grado di sopportare un notevole traffico merci. Naturalmente le ragioni dei sì Tav sono di segno opposto: niente inquinamento, collegamento Milano-Parigi in sole 4 ore e maggiore facilità nello scambio delle merci.

La spesa. La Ue finanzia il 40 per cento dell’opera. Il restante 60 per cento è suddiviso tra Italia (57,9) e Francia (42,1). Per i 7 chilometri del tunnel di Chiomonte la spesa è di 143 milioni, 35 la quota dell’Italia. Fino ad oggi sono stati spesi 842 milioni solo per gli studi di fattibilità e le ricognizioni. E 21 anni dopo siamo ancora qua. © Carlo Mercuri

Lascia un commento alla notizia


costi tav torino lione

the fappening is a new blog-style release of the latest Fappening content. LEaked Celebrity photos kate upton nude kate upton nudeviagra vs cialis