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Tarantini svela i rapporti con i legali di Berlusconi

Gianpaolo Tarantini

Gianpaolo Tarantini

Due ore e mezzo su un tema in particolare: il rapporto con lo staff legale di Silvio Berlusconi. Dal carcere di Poggioreale, parla Gianpaolo Tarantini, finito in manette lo scorso primo settembre assieme alla moglie Angela Devenuto (oggi ai domiciliari). Ha già raccontato, ma ai pm napoletani evidentemente non basta. Tanto da ascoltarlo per la terza volta sulla questione centrale dell’inchiesta: il rapporto con gli uomini del presidente, o meglio, con i legali del premier Silvio Berlusconi. Fioccano domande sullo stesso punto: quando Tarantini ha cambiato legali nel processo barese sulle escort di Palazzo Grazioli? Perché passare all’assistenza di legali legati a Berlusconi? E soprattutto: con chi intratteneva rapporti per definire la propria strategia processuale a Bari? Difeso dai penalisti Alessandro Diddi e Ivan Filippelli, Tarantini mette a fuoco contatti e punti di riferimento, partendo da un paio di concetti: Berlusconi è sempre stato un benefattore, mi ha aiutato con generosità; subito dopo il caso escort, fui travolto, ero debole, avevo bisogno di copertura giuridica e politica.

Anzi: chiesi al premier – stando a quanto finora dichiarato da Giampi – copertura giuridica e politica. La Procura insiste e chiede particolari. Indagine condotta dall’aggiunto Francesco Greco e dai pm Francesco Curcio, Henry John Woodcock e Enzo Piscitelli, si scava sul tema cruciale dell’indagine, con la richiesta di precisazioni sui suoi rapporti con l’avvocato Nico D’Ascola, penalista calabrese in stretti rapporti professionali con Niccolò Ghedini che nel 2009, assieme al collega Nicola Quaranta, lo difese nella vicenda delle escort. Un tema decisivo, quello della copertura giuridica. Tanto che venerdì scorso venne ascoltato a Napoli come teste l’avvocato barese di Tarantini Giorgio Perroni, mentre nei prossimi giorni sarà ascoltato, sempre come testimone, lo storico avvocato di fiducia del premier Niccolò Ghedini.

E non è finita. Ancora ieri pomeriggio, è stato il pm Piscitelli ad ascoltare a Napoli come persona informata dei fatti la ex modella Debbie Castaneda, sul suo contratto di consulente di Finmeccanica. Agli atti dell’inchiesta Tarantini, c’è una telefonata tra la Castaneda e il dirigente commerciale di Finmeccanica Pozzessere, in cui quest’ultimo informava la donna che il suo contratto non sarebbe stato rinnovato. Da qui altre telefonate, con la Castaneda che urla al telefono «ora lo chiamo, me lo deve dire lui che non ho più il contratto». Chiara la lettura della Digos: qui «lui» è Silvio Berlusconi. di l.d.g.

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