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Su Indymedia vademecum per sfuggire all’arresto

Indymedia

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«Se pensi di essere identificato dalla foto e dai video pubblicati non andare nel panico. E non parlare». É il primo di una lunga serie di consigli pubblicati sul sito di Indymedia Italia, il portale dell’area antagonista. Si rivolge con toni rassicuranti ai manifestanti che sabato scorso potrebbero essere stati fotografati durante gli scontri. «Le foto e i video pubblicati – si legge – non sono necessariamente una prova. Solo perché la polizia ha una foto sfocata o un video dall’alto in cui potresti essere ritratto non vuole dire che sappiano chi sei, non cedere alla pressione psicologica, non è detto che abbiano delle prove contro di te». Il giorno prima del corteo su alcuni siti on line erano state diffuse le coordinate dell’assistenza legale a disposizione in caso di «problemi». Con tanto di numero di telefono. Qualcosa di molto simile al «soccorso rosso» prestato ai tempi degli anni di piombo. Vent’anni dopo il filone è sempre lo stesso, quello dell’autotutela ma lo strumento del web è più veloce e raggiunge tutti. Nell’intestazione si legge «per tutti quelli a Roma il 15 ottobre». Ma in realtà i destinatari interessati hanno una caratteristica bene precisa: hanno preso parte agli scontri. «Non pensare che visto che ti riconosci in un video o in una foto un giudice possa fare altrettanto. Il vecchio, questo non sono io, funziona più di quanto credi».

Un altro genere di suggerimento riguarda la corrispondenza. «Non scrivere mai mail in cui racconti la tua giornata e non riportare nessuna voce». E ancora «non pubblicare video, foto o commenti sui social network, la polizia li monitora». Avvertenze dello stesso genere sono quelle che riguardano il vestiario. «Non c’è nessuna possibilità di dire questo non sono io se ti trovano in casa i vestiti ritratti sul video o sulle foto. Liberati di tutti i vestiti che indossavi il giorno della manifestazione, incluse le scarpe, il casco, lo zaino e gli accessori più evidenti, compreso piercing e altro».

Sul sito si fa anche una distinzione rivolgendosi a chi è «molto a rischio». In questo caso sarebbe meglio anche cambiare look e non limitarsi soltanto alla distruzione delle eventuali prove. «Tagliati i capelli, colorateli, fatti crescere la barba» e al tempo stesso «liberati delle bombolette spray, di ogni oggetto relativo alla manifestazione, cancella dal cellulare messaggi e foto. E non rendergli la vita facile facendogli trovare in casa droga o altre cose illegali». E infine, per chi non avesse colto fino in fondo il messaggio «non ti vantare, non fare la spia, non parlare di altri, stai al sicuro». © C.Mar.

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