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Scontri a Roma nel 2010, chiesto processo per 26

Scontri a Roma nel 2010

Scontri a Roma nel 2010

Per gli scontri avvenuti il 14 dicembre 2010 a Roma in occasione della manifestazione contro il cosiddetto decreto Gelmini e contro il governo Berlusconi, a margine delle votazioni per la fiducia, la procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio di 26 persone. Tra loro l’ex consigliere comunale di Nunzio D’Erme (balzato agli onori delle cronache per aver versato letame davanti a una delle residenze di Berlusconi), l’esponente di Action Bartolo Mancuso, nonché Manuel De Santis, quest’ultimo già condannato a tre anni di reclusione con rito abbreviato per aver colpito alla testa con un casco un minorenne. L’elenco degli imputati comprende anche appartenenti ad ambienti no global, come Paolo Dò, Giordano Luparelli e Francesco Saverio Ciacciarelli. I reati contestati dal sostituto procuratore Luca Tescaroli, a seconda delle singole posizioni, sono di deturpamento e imbrattamento di cose altrui, resistenza aggravata a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato, danneggiamento seguito da incendio, travisamento in occasione di manifestazioni pubbliche, promozione di riunione in luogo pubblico non preavvisata. Gli scontri furono scanditi dal lancio di sampietrini, bombe carta, fumogeni, ordigni esplosivi, petardi e altri oggetti contundenti. Ad alcuni imputati è contestato il danneggiamento di quattro mezzi della polizia che vennero presi d’assalto durante gli scontri. Altri avrebbero appiccato il fuoco a dei manifesti per incendiare una barricata, composta da elementi di arredo urbano e legname, innalzata dagli stessi manifestanti.

Quel 14 dicembre se lo ricordano in tanti, soprattutto cittadini e commercianti: a Roma fu una giornata di guerriglia, con i momenti di maggiore confusione intorno a Camera e Senato e poi a piazza del Popolo: le cariche, gli agenti picchiati, l’assalto alla sede della Protezione civile, decine di vetrine distrutte, cassonetti dati alle fiamme, bancomat sfondati e oltre trecento auto danneggiate. Il bilancio finale fu di 41 fermati e 57 feriti negli scontri. Molti erano scesi in piazza con i passamontagna neri, ma la Rete degli studenti condannò i black bloc. A fine giornata, nonostante avesse le stampelle, era arrivato in piazza del Popolo anche il sindaco Alemanno.

L’episodio più grave di quella giornata fu il ferimento di un ragazzo di 15 anni che venne colpito alla testa con un casco da motociclista da Manuel De Santis, 20 anni, un precario che lavorava in una pizzeria e aveva detto di averlo aggredito «per difendere gli agenti». Il giovane era stato operato al setto nasale al San Giovanni, gli inquirenti avevano iscritto nel registro degli indagati l’aggressore che si era autodenunciato ed era visibile in un filmato diffuso su Youtube mentre colpiva il quindicenne con il casco. Nel giugno del 2011 De Santis è stato condannato a tre anni. © S.I.

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giordano luparelli

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