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Mucca pazza, morte sospetta di una casalinga

Mucca pazza

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È morta alle 13 di ieri la donna di 61 anni che da ottobre era ricoverata a Sarno in coma con una diagnosi di sospetta sindrome di Creutzfeld-Jacobs. Stamattina il corpo della donna sarà trasferito all’istituto nazionale delle malattie infettive «Spallanzani» di Roma dove sarà effettuata l’autopsia. L’encefalo sarà invece destinato all’istituto di neurofisiopatologia dell’università di Bologna. Nel sacco nero che è stato predisposto dal direttore sanitario dell’ospedale «Villa Malta» di Sarno, Vincenzo Crescenzo, come da protocollo, la donna è stata deposta con l’estremo gesto pietoso dai sanitari, sotto gli occhi dei familiari che l’hanno vegliata fino all’ultimo. La casalinga di Sarno a cui era stato diagnosticato sette mesi fa un sospetto morbo della mucca pazza, è rimasta ricoverata dal mese di ottobre dell’anno scorso in Rianimazione all’ospedale, attaccata alla macchina cuore-polmone, perennemente intubata. Un primo ricovero era avvenuto in settembre, poi la donna era stata trasferita in un centro privato, al Neuromed di Venafro. Lì erano stati effettuati i primi esami. Poi i test eseguiti sul liquor (il liquido cerebrospinale) della paziente presso il dipartimento di neuroscienze dell’università di Bologna, avevano fatto indirizzare i medici verso l’ipotesi della sindrome di Creutzfeld-Jacobs. L’accumulo di proteine nei prioni è un segno di questa malattia – a dire degli esperti – quasi inequivocabile. Ma la rarità dei casi del genere fino ad oggi diagnosticati in Italia (si contano sulle dita di una mano sola) ha fatto andare molto cauti i medici fino ad oggi. «Solo dagli esami definitivi presso le strutture ultraspecialistiche – dice il direttore Crescenzo – potremo sapere se i nostri sospetti fossero giusti. Si tratta di effettuare approfonditi esami che già il centro specialistico di Bologna aveva avviato quando la donna era in vita». La donna dopo un primo ricovero a Venafro alla fine della scorsa estate, era tornata a casa a Sarno, ed era stata trasferita d’urgenza all’ospedale «Villa Malta» ai primi di ottobre per l’aggravarsi dei sintomi. Ora si potrà verificare se la donna sia stata colpita dalla variante del morbo che si è sviluppata a seguito del consumo di carne infetta, oppure se si è trattato della forma conosciuta fin dagli Anni ’20 del secolo scorso come encefalopatia spongiforme. A Sarno è stata trasferita al reparto di terapia intensiva e sottoposta a sedazione, tutte le funzioni vitali erano affidate alla macchina cuore-polmone. Nella tarda mattina a di ieri le condizioni della donna sono precipitate. Ora scattano i controlli sull’encefalo dai quali si potrà avere la definitiva certezza sulla diagnosi. © Gianni Colucci

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