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Movimento dei Forconi, Sicilia in ginocchio

Forza d'Urto

Forza d'Urto

Segnale del governo alla Sicilia in ginocchio: ieri sera il presidente del consiglio Monti non ha accettato di usare il termine «rivolte» per definire la paralisi che stringe l’isola. Ma ha fatto sapere che la situazione- «grave e preoccupante» – richiede un intervento di Roma. «La settimana prossima – ha annunciato – vedrò il presidente della giunta regionale Lombardo». Si vedrà subito se il segnale sarà giudicato suficiente almeno ad allentare la tensione all’esito di una giornata sintetizzabile nell’immagine del tricolore in fiamme in testa ad una manifestazione degli studenti medi, che si sono uniti alla protesta dei Forconi. L’isola, al quinto giorno di sciopero, boccheggia. Al movimento Forza d’urto che chiama le piazze alla rivolta, aderiscono autotrasportatori, agricoltori, artigiani, pescatori: risultato, il blocco della consegna di carburanti, alimenti freschi e conservati, acqua minerale. Ovviamente c’è chi ne ha approfittato per raddoppiare – o più – i prezzi. Il sospetto che la mafia cerchi di prendere la testa delle proteste ha causato l’apertura di un fascicolo della procura. Ma ha anche spinto uno dei leader del movimento Martino Morsello, 57 anni, già assessore all’agricoltura del comune di Marsala, allo sciopero della fame. Ieri si sono viste scene belliche. Distributori di benzina chiusi, scaffali di supermarket semi vuoti, nei mercati pesce e verdura quasi introvabili. La scarsità di carburanti ha abbattuto il traffico. Ferme le auto, ferme anche le ambulanze. Fermi i tassisti che non si muoverebbero comunque per protestare contro la liberalizzazione presentata ieri sera dal governo. Del resto i centri di distribuzione all’ingrosso delle merci non vengono più forniti dai Tir, bloccati al porto di Villa san Giovanni in Calabria: ieri se ne contavano 160. Ed il mercato ittico palermitano è stato occupato.

C’è stato un benzinaio che ha aperto: risultato, code di auto, assalto alla pompa ed assalto anche al benzinaio che si è trovato a mal partito. Un centinaio di persone lo ha aggredito a bottigliate. La situazione è tornata quasi normale grazie all’intervento della polizia armata di manganelli. In teoria stamane l’isola dovrebbe risvegliarsi senza blocchi. L’associazione degli autotrasportatori siciliani a mezzanotte termina la protesta. Ma i Forconi hanno annunciato che loro continueranno a oltranza. Cosa accadrà non è chiaro. Forza d’urto ha annunciato che allenterà le maglie. Ma ciò non vuol dire ritorno alla normalità. Molti pensano che lasciare gli ospedali senza gasolio, uno fra i tenti esempi, non sia responsabile. Resta il malcontento sulle misure che avrebbero dovuto rispondere alle loro proteste. «Tutto qui?» Giuseppe Richichi, presidente Aias reagisce così alle notizie del recupero veloce delle accise per gli autotrasportatori e del via al tetto di 250 mila euro per le compensazioni dei crediti d’ imposta. «Niente su abbattimento del costo traghetto o pedaggi autostradali?» ha chiesto. Mariano Ferro, uno dei leader dei forconi, dice: «Come ci ha detto lo stesso presidente Lombardo noi i presidi non li togliamo». Il presidente della regione Raffaele Lombardo, però, ha invitato il movimento a «concludere la manifestazione. Ormai i danni della protesta li pagano soltanto i siciliani. Non assumo impegni che non posso mantenere, come ridurre il prezzo della benzina o delle tariffe autostradali o delle assicurazioni. Ho chiesto a Monti di parlarne mercoledi». © Daniele Regno

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