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Morto per droga al Leonka, l’amica riconosce il pusher

CS Leoncavallo

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La 21enne indagata per la morte di Francesco Botti, il minorenne di Lucca stroncato a novembre da una dose letale di mdma al Leoncavallo, ha indicato ieri davanti al gip Chiara Valori lo spacciatore che le avrebbe venduto la droga killer. La ragazza, accusata di cessione di stupefacenti e concorso in morte come conseguenza di altro reato, ha indicato il 30enne nel corso di un incidente probatorio, sostenendo di aver comprato la droga su richiesta dei tagazzi. L’uomo ha ammesso di aver venduto in passato eroina, ma mai altri tipi di droghe e tantomeno quella che ha ucciso il 17enne. In attesa della chiusura dell’indagine, quanto le dichiarazioni della ragazza scagionano ancora una volta il Leoncavallo. Intanto, proprio lo storico centro sociale potrebbe essere presto regolarizzato e in futuro anche ricevere contributi dal Comune. Lo ha affermato l’assessore alla Sicurezza Marco Granelli. Il dossier sarebbe sulla scrivania del sindaco, anche se, interrogato al riguardo, il primo cittadino ha negato. Da risolvere le questioni legate all’abusività dello spazio e ad «alcune pratiche» che si svolgono all’interno del centro sociale, come ha detto Granelli.

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