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Inchiesta Enav, Milanese verso il rinvio a giudizio

Marco Milanese

Marco Milanese

Finanziamento illecito ai partiti: la procura della capitale chiude la prima parte dell’inchiesta che vede indagato Marco Milanese, deputato del Pdl ed ex consigliere politico del ministro Tremonti. Per lui e per altri quattro si profila la richiesta di rinvio a giudizio. Si tratta dell’imprenditore Tommaso di Lernia, titolare della Print Sistem e dominus di Eurotec; dell’ad di Eurotec, Massimo De Cesare; dell’ex consulente esterno di Finmeccanica, Lorenzo Cola e dell’ex presidente di Techno Sky, Fabrizio Testa. Gli indagati avranno venti giorni di tempo per chiedere di essere interrogati dai pm Paolo Ielo e Giuseppe Cascini che, a quel punto, procederanno con le richieste al gup.
L’indagine riguarda il filone dell’inchiesta sulle nomine in Enav, relativo alla vendita a Eurotec di una barca da 15 metri, un Dolphin 64 della Mochi Craft acquistato in leasing (20 mila euro al mese) da Milanese. Una vicenda per la quale l’onorevole rischia una pena da 6 mesi a 4 anni di reclusione. Con la notifica alle parti del 415 bis, ovvero della chiusura del fascicolo, sono stati concessi anche i domiciliari a Di Lernia e a De Cesare che stavano in carcere dallo scorso 8 luglio. La decisione è stata presa dal gip Anna Maria Fattori con il parere favorevole del pm Ielo. Gli inquirenti ritengono che il titolare della Print Sistem, che si trovava in carcere per corruzione e fatturazione di operazioni inesistenti nell’inchiesta sugli appalti dell’Enav, abbia fornito un buon contributo alle indagini facendo nomi e fornendo indicazioni utili.

Secondo quanto ricostruito dalla procura, comunque, la vendita dell’imbarcazione, a un prezzo maggiorato rispetto al suo valore, sarebbe stata la contropartita richiesta da Milanese per la nomina, decisa dal cda di Enav su suo input, dell’ex consigliere di amministrazione dell’Ente nazionale di assistenza al volo, Fabrizio Testa, a presidente di Techno Sky, controllata di Enav. Per soddisfare la richiesta di Milanese, Testa si sarebbe rivolto a Cola che avrebbe incaricato Di Lernia di risolvere il problema. Di Lernia avrebbe quindi contattato De Cesare che avrebbe concluso l’acquisto della barca pagandola circa 1,9 milioni di euro contro un valore stimato di 1,4 milioni. A Milanese, scrive il pm nell’atto di chiusura delle indagini, sarebbe stata erogata da De Cesare e Di Lernia una utilità non iscritta in bilancio «non inferiore a 224.224,57 euro, pari al valore della sopravvalutazione dell’imbarcazione, più le spese di gestione e manutenzione fino alla cessione del bene».

Sull’onorevole del Pdl pende anche la richiesta di arresto inoltrata alla Camera dal pm di Napoli, Vincenzo Piscitelli, che indaga su un presunto giro di tangenti in cambio di informazioni riservate che vede indagati, tra gli altri, lo stesso Milanese e l’imprenditore Paolo Viscione.

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