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Esplode una fabbrica di fuochi d’artificio ad Arpino

Pirotecnica Arpinate

Pirotecnica Arpinate

Alle ore 15 si è verificata una devastante esplosione nell’azienda pirotecnica Cancelli in via Sant’Altissimo ad Arpino, in località Carnello a Sora. Successivamente si sarebbe propagato un violento incendio che ha minacciato anche alcune abitazioni. Nell’esplosione della fabbrica di fuochi d’artificio hanno perso la vita sei persone di cui due clienti e un operaio, Franco Lorini, Enrico Battista e Giulio Campoli all’inizio per dispersi e i proprietari della fabbrica di esplosivi pirotecnici: Claudio, Giuseppe e Giovanni Cancelli. I vigili del fuoco sono intervenuti sul luogo dell’incidente con alcune squadre per domare le fiamme ma fanno sapere che è ancora alta l’attenzione per possibili rischi di nuove esplosioni. L’esplosione ha distrutto due dei tre capannoni della fabbrica dilaniando i corpi delle vittime. Sul posto ci sono quattro squadre di Frosinone, un elicottero, e due squadre del comando di Roma. Lo stabilimento Pirotecnica Arpinate, come si legge in una nota pubblicata sul sito web, era “dotata di un sistema di sorveglianza”, rispettava tutte le norme di sicurezza ed aveva vari blocchi di produzione con laboratorio, presse, reparto di confezionamento e un sistema di illuminazione brevettato anti-deflagrazione. Cisterne d’acqua esterne completavano la dotazione antincendio.

Triste epilogo per la famiglia Cancelli nel 1994 venne colpita da una analoga tragedia nell’azienda che avevano nel comune di Balsorano, in provincia de L’Aquila. Anche in quel caso il bilancio fu pesantissimo: cinque morti e un operaio sopravvissuto. Sulle cause dell’incidente sono in corso accertamenti da parte della Questura di Frosinone. Sul luogo gli investigatori dei Noe di Roma per indagare sugli impianti di smaltimento delle sostanze prodotte dalla fabbrica e verificare se durante l’esplosione potrebbe esserci stati dei danni ambientali. Il Presidente della Repubblica ha espresso il suo cordoglio alle famiglie delle vittime chiedendo al Prefetto di Frosinone, Paolino Maddaloni, di farsi portavoce dei suoi sentimenti e di prestare assistenza e solidarietà alle famiglie delle vittime e alla comunità di Arpino. Un messaggio di cordoglio è pervenuto anche dal presidente del Senato Renato Schifani. Segue il cordoglio di Renata Polverini per le vittime dell’esplosione che chiede un’indagine accurata sulle cause dell’incidente.

Dopo la notizia dell’incidente nella fabbrica Pirotecnica Arpinante montano le polemiche sulla sicurezza nei posti di lavoro. Il senatore del Partito Democratico, vicepresidente della commissione d’inchiesta sugli incidenti e le morti sul lavoro, Paolo Nerozzi, in una nota fa sapere che: “questa tragedia, di cui ancora non conosciamo l’entità e le cause, ripropone drammaticamente il tema degli incidenti sul lavoro, una piaga che, in Italia, continua ad essere spaventosa. Nel solo 2011 si registrano più di 350 morti. Non ci sono giustificazioni che tengano, nessuno può mettere a repentaglio la propria vita per lavorare, per mantenere la propria famiglia e, magari, sostenere gli studi dei propri figli. Il governo deve fare di più. Servono ispezioni più frequenti, corsi di formazione seri e sanzioni efficaci per i titolari delle fabbriche e delle aziende che non rispettano le norme di sicurezza. Il governo deve anche riflettere su norme come quelle dell’articolo 8 che ostacolano i processi di controllo da parte delle forze sociali, delle organizzazioni sindacali, e quindi anche sulla sicurezza sul lavoro“. Il capogruppo di Sinistra Ecologia e Libertà al Consiglio regionale del Lazio Luigi Nieri ricalca la posizione del senatore del Pd condannando l’ennesima morte bianca: “è inaccettabile che si continui a morire sul posto di lavoro. Una strage continua che sembra non arrestarsi mai e che anzi registra una continua crescita“.

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