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È morto l’uomo investito dallo scippatore in fuga

La Fiat Panda che ha investito Ennio Lupparelli

La Fiat Panda che ha investito Ennio Lupparelli

Lasciano l’ospedale in silenzio, moglie e figli, ammutoliti dal dolore. I medici del Pertini hanno appena dichiarato la morte cerebrale di Ennio Lupparelli, 68 anni, il pensionato travolto a San Basilio dall’auto di un rapinatore. E’ morto dopo un giorno di agonia, ucciso da un uomo cresciuto nello stesso quartiere dove Ennio aveva condiviso il suo altruismo: donatore di sangue da sempre e tra i fondatori del gruppo scout di San Basilio. La famiglia ha acconsentito alla donazione degli organi, lasciando che Ennio, fino alla fine, continuasse ad aiutare gli altri. Così come aveva sempre voluto fare, tra le domeniche trascorse con i ragazzini del quartiere e quelle passate a donare sangue al gruppo Avis di San Basilio. L’uomo che lo ha investito, Cristiano Mennoni, 33 anni, con un passato di denunce per storie di droga, rapine e lesioni, dovrà ora rispondere di omicidio volontario e rapina. «Ennio è morto, ma continuerà a vivere negli sguardi di altre persone, grazie alla donazione di organi» la frase che ripetono amici e familiari. Verso le 18, la famiglia Lupparelli ha lasciato l’ospedale. Ad accoglierli a San Basilio l’abbraccio di tantissimi amici, le lacrime dei parenti e quelle frasi ripetute con la stessa fede con cui si sgrana un rosario: «Era il più altruista di tutti, pensava prima agli altri e poi a sé, non aveva mai fatto male a nessuno e non meritava di morire così».

Cristiano Mennoni confessa: «Non volevo investirlo», ha detto Mennoni al magistrato, «la strada era buia non l’ho visto, ero drogato e non lucido, ho sentito un tonfo sulla macchina, ho visto un uomo cadere e solo allora ho capito cosa era successo». Il rapinatore fa uso di psicofarmaci e droghe dal 2006, dopo un incidente stradale: «Chiederò la perizia psichiatrica per il mio assistito – dice l’avvocato Mauro Marconi – quando sono accaduti i fatti lui non era sicuramente in grado di intendere e di volere». Oggi verrà disposta l’autopsia sul corpo di Lupparelli, su quell’uomo che aveva dedicato la vita ad aiutare gli altri. Aveva ricevuto una medaglia per il suo impegno come donatore di sangue, era stato uno dei fondatori del gruppo scout di San Basilio, sognando di regalare un futuro migliore a quei ragazzini. Anche quella sera, la sera della tragedia, voleva restare accanto ai ricordi di quelle domeniche trascorse con quei bimbi. Ennio e Annarella (così la chiamano i familiari) dovevano andare a cena a casa di una coppia con la quale avevano condiviso la passione per gli scout. Ma una folle violenza ha spezzato il loro sogno.

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