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Duecentomila napoletani sotto osservazione medica

La polizia scorta gli autocompattatori

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Un napoletano ogni cinque finirà sotto osservazione sanitaria. «Per monitorare i rischi epidemiologici legati all’emergenza rifiuti, sono duecentomila i cittadini inseriti nella rete di sorveglianza promossa dal Comune: 250 i medici sentinella chiamati a collaborare», annuncia l’assessore Giuseppina Tommasielli. Unico medico nella giunta de Magistris, è al lavoro per rafforzare i controlli «in tempi rapidissimi. Mettendo in collegamento le risorse già disponibili». L’assessore sottolinea: «I miei colleghi sono stati contattati e, a titolo assolutamente gratuito, sono pronti a trasmettere i dati. Si tratta di quei medici di famiglia che rientrano nel sistema di cooperative della categoria e hanno già banche dati ben strutturate, collegate in rete, con cartella clinica informatizzata e, accanto alla prescrizione, già inseriscono un’annotazione sul problema sanitario. Ciò significa poter effettuare una verifica sulle cause della patologia». Domani, la prima riunione operativa della task-force. Programmata nella sede dell’Ordine dei medici di Napoli, con invito a partecipare esteso ai rappresentanti di istituzioni e associazioni impegnate nella tutela della salute pubblica e dell’ambiente in Campania. Ma gli esperti sembrano divisi nella valutazione dei pericoli, e dei danni effettivi, legati all’ultima emergenza rifiuti.

Attraverso una nota congiunta, Osservatorio regionale epidemiologico e Asl Napoli 1 sottolineano che «la quotidiana attività di monitoraggio che viene effettuata non evidenzia alcun aumento nella popolazione di patologie infettive correlabili alla persistente presenza di cumuli di rifiuti nelle strade cittadine», e ricordano come «dal novembre 2010 lavora un Tavolo tecnico permanente per la sorveglianza igienico–sanitaria, del quale fanno parte i servizi igiene e sanità pubblica, igiene dell’alimentazione e della nutrizione, veterinaria ed epidemiologia, che rilevano settimanalmente gli interventi di bonifica urbana effettuati, e i controlli alimentari». Riunito a Caserta, il coordinamento dell’Isde, l’associazione dei medici per l’ambiente, invece «denuncia preoccupazione per i rischi sanitari determinati dal permanere dei cumuli di rifiuti solidi urbani nelle strade della città di Napoli e in quelle della provincia».

E il presidente dell’Ordine dei medici, Gabriele Peperoni, punta l’indice contro l’aria avvelenata dalla diossina: «Mi preme anzitutto lanciare un appello sui danni, effettivamente gravi e non quantificabili in tempi brevi, provocati dai roghi di spazzatura. Mai incendiare i cumuli». Annuisce l’assessore Tommasielli: «L’obiettivo della task-force è anche quello di potenziare le misure di prevenzione, già adottate dal dipartimento di prevenzione dell’Asl e riprese dal sindaco nell’ordinanza sui rifiuti, con interventi mirati di igiene ambientale e derattizzazione». di Silvio Geria
e Maria Pirro

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