Crac Parmalat, Calisto Tanzi chiede perdono

Calisto Tanzi

Calisto Tanzi

A fatica lo scorso 26 marzo davanti ai giudici di Bologna, Calisto Tanzi arrivò in ambulanza e con il sondino naso-gastrico applicatogli dai medici di Parma. «Sono oggi pienamente consapevole – disse – degli errori che sono stati commessi e della gravità dei danni che i creditori e, soprattutto, coloro che hanno acquistato obbligazioni riferibili al gruppo hanno subito». Ora i giudici della terza sezione penale della Corte di appello di Bologna, chiamati a giudicare in secondo grado sul crac da 14,5 miliardi di euro della Parmalat di Calisto Tanzi, entreranno oggi in camera di consiglio. Il collegio, presieduto da Francesco Maddalo, ha già deciso di ritirarsi per una settimana per assumere la sua decisione. La sentenza per i quindici imputati è attesa, con ogni probabilità, per lunedì 23 aprile. Stamattina sono previste le controrepliche del difensore di uno degli imputati, Camillo Florini, e poi ci sarà spazio per eventuali dichiarazioni spontanee. Dopo di che la corte si ritirerà. Oggi in aula non ci sarà Calisto Tanzi, date le sue condizioni di salute. Incerta appare la sua presenza anche per il 23. Tanzi, detenuto dopo che la condanna inflitta a Milano è passata in giudicato, è ricoverato in regime di detenzione nell’ospedale di Parma (la decisione della Sorveglianza sulla richiesta di detenzione agli arresti domiciliari è attesa per il 15 maggio). Per l’ex cavaliere del lavoro, il pg Alberto Candi ha chiesto un leggero aumento di pena, dai diciotto anni del primo grado (per i giudici parmigiani l’ex patron è responsabile, tra l’altro, di bancarotta fraudolenta e associazione per delinquere) a diciotto anni e tre mesi. Richiesta di pene confermate, o ritoccate di qualche mese, per gli altri tredici imputati.

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camillo florini