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Casa ai Parioli, inchiesta su affitto a prezzi stracciati

Gianpaolo Tarantini

Gianpaolo Tarantini

Il cambio di residenza in una casa più lussuosa, la certezza di una vita più agiata, in attesa che passi la bufera giudiziaria che ha travolto la sua famiglia. È così che Gianpaolo Tarantini si vede all’improvviso circondato di amici e attenzioni: il giornalista Valter Lavitola, che gli consiglia di cambiare avvocato per la storia delle escort baresi, che gli propone di cambiare casa. Via dai 120 metri quadrati di via Lazio, non lontano da via Veneto, per approdare in via Gramsci, in zona Parioli: 140 metri quadrati per duemila euro al mese, soldi che rientrerebbero nella presunta «tangente» di 20mila euro mensili elargita dal premier ai Tarantini. Quanto basta a spingere gli inquirenti napoletani a svolgere accertamenti a Roma, ad indirizzare i propri riflettori sugli appartamenti abitati da «Gianpi» e la moglie Nicla a Roma: quello di via Lazio, abitato orientativamente fino al 2010, e quello in via Gramsci, dove l’imprenditore barese ha vissuto grazie alle attenzioni del premier dalla scorsa estate. Chiare le domande della Procura di Napoli: a chi erano intestati? Chi glieli ha procurati ai Tarantini? Chi pagava il fitto a fine mese? Come avvenivano i pagamenti?

Accertamenti in corso, che svelano per il momento anche un punto di contatto tra l’inchiesta Tarantini e l’altra indagine-terremoto condotta a Napoli, quella chiamata P4. Sembra infatti che il secondo appartamento conduca al consulente immobiliare romano Gianluca Tricarico (estraneo alle indagini), a sua volta amico del parlamentare Alfonso Papa (in carcere per l’inchiesta P4 e estraneo alla vicenda Lavitola). Chi è Tricarico? Ne parla Angela Devenuto, nel corso dell’interrogatorio di garanzia. Difesa dai penalisti Alessandro Diddi e Ivan Filippelli, «Nicla» ricorda che Tricarico è stato l’agente immobiliare che ha proposto la casa di via Gramsci: «Ho letto il suo nome sul giornale, per la storia di Papa», spiega la donna al Gip.

Il riferimento è al decreto di perquisizione per conto terzi (come persona non indagata) notificato a Tricarico da Napoli, per la cessione di una Ferrari a Papa e per il fitto di un appartamento intestato a un parente del parlamentare. Strane coincidenze, mentre la Procura di Napoli ragiona anche sul contratto di fitto della casa di via Gramsci. Formalmente è intestato a una coppia di coniugi romani, che poi diventano amici dei Tarantini, con cui trascorrono una vacanza a Cortina. Il ragionamento investigativo ruota attorno al canone mensile: duemila euro per 140 metri quadri nella Roma bene, ci sono soldi girati sotto banco oltre i duemila euro del canone? E da parte di chi? di l.d.g.

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