ultime notizie:

Borghetto di Vara inghiottita dal fango

Borghetto di Vara

Borghetto di Vara

Via Regina Margherita era la strada maestra di Borghetto. Adesso è un sentiero di fango che solca muri di macerie e tronchi d’albero, una via crucis di distruzione e desolazione, a ogni casa un moto di rabbia, un ricordo per quello che c’era e non c’è più, un pianto di dolore per chi è morto. Quattro vittime in un paese di mille persone, e due dispersi che più nessuno spera di trovare ancora vivi. Borghetto è l’epicentro di questa tempesta perfetta e maledetta che in poche ore ha piegato un pezzo di Liguria e di Toscana. Al numero due di via Regina Margherita c’era la farmacia, adesso ci sono soltanto venti centimetri di mota che nascondono il pavimento. Farmaci e sciroppi se li è portati via l’ondata insieme con le cassettiere delle medicine, il bancone, la bilancia e tutto il resto. Anche il farmacista Enrico è stato travolto dall’acqua, la piena l’ha trascinato fuori dal negozio, pensava di morire, poi un vortice l’ha scaraventato nell’antro di una casa più a valle, si è aggrappato a una ringhiera delle scale. Si è salvato così, e non finisce di ringraziare il cielo.

Lucio Pereira invece si è salvato perché si è affacciato alla finestra e ha capito di avere i secondi contati anche se casa sua è al primo piano. Ha urlato in brasiliano qualcosa alla moglie, ha afferrato la figlia Jasmine, sono scappati tutti e tre. Ora torna nell’alloggio per vedere se qualcosa si è salvato. È tutto marcio, tutto lurido di terra bagnata, l’armadio rovesciato sul letto, il frigo galleggia sul fango. Se ne va con tre pile della bimba in una sporta. «Vado a Carrodano da mia cognata. Anche lì l’alluvione ha fatto disastri, ma non come qua». Qua, in via Regina Margherita, c’è un giovanotto che da solo prova a ripulire l’ingresso di casa con una pala. È una fatica di Sisifo, gli serve per non sentirsi inutile. Si presenta: «Appuntato Palmerini Andrea, della Guardia di Finanza».

La moglie – incinta – e le due figlie piccoline sono da amici in un altro paese. Lui non sa bene cosa fare, non ha neppure voglia di mettersi a cercare la Panda azzurra che aveva parcheggiato davanti all’uscio. Spala e impreca, spala e impreca, spala e impreca. Nel cortile di fronte tre auto accatastate dalla piena come fossero giocattoli. Al numero nove un tino incastrato in una finestra, su una scala di legno al numero dodici un tecnico arrivato da Sarzana per rimettere in sesto i fili della corrente e ridare elettricità al paese. Entro sera? «Non so, non credo».

Nella sede della Croce Verde, al ventidue, nemmeno l’ombra delle due ambulanze, trascinate a valle e sventrate sul greto del fiume Vara insieme con un’altra ventina di vetture. Della panetteria «Ul Burghettin» è rimasto un cesto con due pagnotte e nel retrobottega un’impastatrice che sembra lì dalla guerra ’15-’18. Ci sono solo adulti in giro, e neanche un bambino. Come se li avessero portati via perché non sapessero che la natura sa essere oltraggiosa, capace di distruggere in un soffio fatiche, speranze, vite. Rita Ivani ripulisce il garage dalla rumenta. Aveva appeso il tricolore ai balconi, «speravo che per la nostra Italia fosse un anno da ricordare». Ornella Luchetti ricorderà le voci dei Sambuchi, marito e moglie ottantenni che imploravano aiuto intrappolati nella cucina sommersa dall’acqua. I Sambuchi sono annegati, «non abbiamo potuto far niente, e non mi darò mai pace». Dove finisce via Regina Margherita inizia piazza Umberto Primo.

Il Bed and Breakfast «cofinanziato dall’Unione Europea» è poltiglia di rami e acquitrino, la casa della famiglia Taramaschi ha conservato solo le mura e una lapide: «Qui riposò Papa Pio VII in viaggio per la Francia». Di fronte c’è il Municipio, l’ufficio per il pubblico sventrato da un albero vagante. Il sindaco Fabio Vincenzi, pile arancio e pantaloni mimetici, lo presidia con gli occhi arrossati. «È come fosse caduta una bomba su Borghetto. Una bomba atomica». Dice che martedì alle 14 stava sul ponte del torrente Pogliaschina, l’acqua era alta e impetuosa ma scorreva bene. «A valle il fiume Vara si è intasato, il torrente non aveva più sfogo, si è ingigantito». Hanno messo due scuolabus di traverso ai lati del ponte, che nessuno passasse visto il pericolo. Poi il torrente è come esploso, portando con sé arbusti, alberi, spazzando via gli scuolabus e tutto ciò che incontrava, aprendo case, svuotando abitazioni e lasciando dietro solo melma. «È durato pochi minuti, ma ci vorrà una vita per rimettere tutto a posto». Una vita e forse anche qualcosa di più. © Renato Pezzini

Lascia un commento alla notizia


borghetto di vara

the fappening is a new blog-style release of the latest Fappening content. LEaked Celebrity photos kate upton nude kate upton nudeviagra vs cialis