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Blitz all’Italcoge: fischi e insulti agli operai

Ruspe della Italcoge

Ruspe della Italcoge

La Tav che divide gli operai. Quelli della Italcoge da una parte, «colpevoli» di lavorare per la ditta che si occupa del cantiere di Chiomonte. E quelli che militano tra i No Tav, insieme a molti ex sostenitori di Lotta continua e Prima linea, dall’altra. E’ la scena del blitz di ieri mattina davanti ai cancelli della ditta di Susa, già colpita da un incendio doloso due notti fa: due camion bruciati. «Vergogna», «Ma come fate a chiamarvi operai» e «Giù le mani della Valsusa», le grida con cui sono stati accolti i dipendenti Italcoge mentre uscivano con gli autocarri. A urlare un gruppo di cento manifestanti, tra cui lo storico leader Alberto Perino. Il blitz è scattato alle sette. I No Tav si sono radunati davanti ai cancelli e hanno appeso striscioni: «Martina-Italcoge traditori della valle» e «Le truppe le manda Maroni, le ruspe l’Italcoge». Poi, i primi mezzi sono entrati ed usciti, sono partiti i fischi e gli insulti. Sputi sulle macchine. Tappi tolti dai serbatoi della benzina. Qualche scritta dipinta. Molti si sono avvicinati per accerchiare e fermare i furgoni. Ma la situazione non è degenerata. Facce impaurite e silenzio degli operai in tuta arancio che cercavano di avanzare senza investire la piccola bolgia di contestatori. Sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Susa. La protesta è proseguita dopo alla piazza del mercato. La bandiera No Tav è stata issata al fianco del tricolore del monumento ai Caduti del mare.

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