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Benzinaio ucciso per mille euro, è caccia ai banditi

Omicidio di Mario Cuomo

Omicidio di Mario Cuomo

Un proiettile alla testa per la vittima, una pallottola a un polmone per il fratello: tutto per mille euro. Una rapina carica di ferocia ha sconvolto ieri l’estate di Cerenova, vicino a Ladispoli, sul litorale tra Roma e Civitavecchia. Due banditi, quasi certamente italiani, accento romano, hanno dato l’assalto a un distributore della TotalErg sull’Aurelia attorno a mezzogiorno e mezzo. Volevano l’incasso della mattinata. I benzinai, una famiglia di piccoli imprenditori molto conosciuta nella zona di Cerveteri, si sono rifiutati di tirare fuori i soldi. C’erano già stati altri colpi: l’esasperazione, a volte, pesa più di ogni altra cosa. La risposta, dopo una brevissima colluttazione, sono stati tre colpi di calibro 9 sparati per uccidere senza pensarci un attimo. La tragedia è avvenuta al chilometro 43 della strada consolare vicino a Cerveteri. La vittima è Mario Cuomo, 62 anni, padre di due ragazzi ormai adulti. Il fratello Carlo, 57, è ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale San Camillo a Roma: ha avuto due arresti cardiaci per una vasta emorragia, è stato operato e ora è tenuto in coma farmacologico. C’è anche uno scampato in questo mezzogiorno di fuoco e di violenza nel pieno di una giornata di sole: è Alessandro Cuomo, 39 anni, figlio del benzinaio morto, che al momento in cui sono entrati in scena i rapinatori si stava lavando le mani nel bagno alle spalle del gabbiotto del titolare.

I banditi, secondo le testimonianze, sono scappati a bordo di uno scooterone scuro. Sarebbero riusciti a portare via non più di mille euro. Le telecamere dell’area di servizio li hanno ripresi e hanno immortalato la scena del delitto. I volti non si vedono, perché i malviventi avevano i caschi in testa, ma si misura fotogramma per fotogramma tutta la spietatezza dell’azione: l’uomo che fa fuoco, dopo aver sparato una prima volta, trovandosi con l’arma inceppata, la ricarica e preme di nuovo il grilletto. Il primo a cadere, ferito alla parte alta del torace, è Carlo Cuomo. Il fratello, vedendolo a terra, si butta su sul corpo e a quel punto le immagini agghiacciano un proiettile lo centra alla testa.

L’area di servizio della TotalErg era un vecchio distributore della Fina gestito un tempo dal padre della vittima. Anni di lavoro, di sudore e di passione imprenditoriale ne hanno fatto una delle stazioni di servizio più conosciute sull’Aurelia tra Cerveteri e Ladispoli. La zona, d’estate, è piena di romani e i Cuomo ci sapevano fare: cortesia, attenzione ai prezzi, i rulli di lavaggio, tutta la famiglia al lavoro a turno per far crescere l’azienda.
L’allarme è scattato subito dopo la rapina. Alessandro Cuomo, uscito dal bagno e resosi conto della tragedia, ha avuto il sangue freddo di chiamare subito il 113. I primi ad arrivare però sono stati i carabinieri. Posti di blocco sono stati organizzati sull’Aurelia nel giro di pochi minuti e sono stati messi sotto controllo anche i caselli dell’autostrada per Civitavecchia. Gli uomini dell’Arma della compagnia di Civitavecchia sono convinti che i banditi, almeno per alcune ore, si siano rintanati da qualche parte nelle campagne dell’entroterra. Ma non si può ovviamente escludere che i rapinatori, pur non essendo della zona troppo alto il rischio di essere riconosciuti abbiano un appoggio in una casa: il litorale a nord di Roma pullula di abitazioni e il disordine urbanistico costituisce quasi sempre il migliore dei nascondigli.

Mario Cuomo, che abitava con la moglie Angela a pochi chilometri dal distributore, è apparso subito in condizioni disperate. Un elicottero del 118 atterrato sull’Aurelia lo ha portato al Policlinico Gemelli a Roma ma non c’è stato nulla da fare. I Cuomo, pur continuando il lavoro da benzinai, sono ritenuti a Cerenova una famiglia benestante. Avevano subito altre rapine in passato (anche nella tabaccheria del figlio, pare) e la rabbia per le continue sopraffazioni ha certamente giocato un ruolo nella loro reazione. Carlo, il minore dei fratelli, socio della vittima, sarebbe stato il più deciso nel negare i soldi ai banditi. Non poteva immaginare, pover’uomo, che dall’altra parte questa volta non c’era il solito tossico a caccia di qualche spiccio. Ormai nell’aria è come se ci fosse un vento nuovo e a Roma, a nord di Roma, a sud di Roma, si spara con una facilità che non si vedeva da anni.

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