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Attentato Brindisi, il killer è Giovanni Vantaggiato

Giovanni Vantaggiato

Giovanni Vantaggiato

È stato catturato l’autore dell’attentato alla scuola Morvillo Falcone di Brindisi costato la vita alla 16enne Melissa Bassi. Si tratta di Giovanni Vantaggiato, 68 anni, gestore di una rivendita di carburanti a Copertino (Lecce). L’uomo, sposato e padre di due figlie, per tutto il pomeriggio è stato interrogato e per tutto il pomeriggio ha negato di essere quello ripreso dalle telecamere, lo stesso che ha ucciso una ragazzina di 16 anni e ferito altre cinque studentesse. Fino a sera, quando dopo più di otto ore, stavano per portarlo via, in carcere, e invece ha manifestato i primi segnali di cedimento. E’ una confessione attesa per tutto il giorno: «La bomba l’ho fabbricata io nel deposito». Ancora non è chiaro il movente. Adesso escludono mafia e terrorismo, pensano che quella strage sia stata una vendetta personale. Perché Vantaggiato, proprietario di un deposito di carburanti di Copertino, in provincia di Lecce, voleva colpire il preside, Angelo Rampino, che tutte le mattine, alle 7,45, passava davanti a quel cassonetto, dove erano state nascoste tre bombole del gas con un innesco e un timer. Tutti i giorni tranne il 19 maggio, quando sono rimasti libri, quaderni, macerie e il sangue di Melissa e dei suoi compagni. O forse voleva vendicarsi con la magistratura, perché la prima idea sarebbe stata quella di piazzare un ordigno davanti al Tribunale. Ma la stretta sorveglianza sul palazzo di giustizia avrebbe spinto l’attentatore a ripiegare su un altro obiettivo e a scegliere quella scuola, con sede un isolato più in là, dedicata a Giovanni Falcone e Francesca Morvillo.

Vantaggiato è accusato di strage, aggravato da finalità di terrorismo. È quanto ha affermato il procuratore della Dda di Lecce, Cataldo Motta che ha precisato che il presunto killer è stato preso grazie alle telecamere. La sua automobile, una Fiat Punto, era stata immortalata più volte vicino alla scuola, proprio nei giorni precedenti all’attentato, dall’occhio elettronico della telecamera. Anche l’auto della moglie era stata ripresa. Poi, ancora, quella mattina del 19 maggio, poco prima dell’esplosione, la Fiat era ricomparsa. L’uomo è stato condotto in carcere e l’unica domanda che ha posto è stata “Quanto tempo dovrò stare qui?”. L’uomo mantiene “un atteggiamento remissivo, passivo”. “Giustizia è fatta”. E’ stata questa una delle frasi dette da Giovanni Bassi, padre di Melissa, in una conferenza stampa a Mesagne. Ieri il capo della polizia Antonio Manganelli aveva annunciato l’epilogo delle indagini: «Arriveremo a chi è stato. Mi auguro che quello di Brindisi rimanga un episodio isolato». E due giorni fa sulle ipotesi di un attentato di mafia era stato lapidario: «La mafia non è oggi in condizione di porsi in contrasto con lo Stato, né tantomeno si può parlare di Br risorte».

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